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Gru della pace

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alla Scuola Mordani di Ravenna per lanciare un messaggio di speranza

Bambini a lezione di pace grazie all’iniziativa “Gru della Pace” promossa dal RES, la Rete di educazione alla sostenibilità sostenuta dal Comune con il suo CEAS Ra 21 (Ravenna agenda 21).

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Il progetto, ideato da Massimo Bersani grazie all’incontro con la maestra Ayako Aikawa, sopravvissuta allo scoppio della bomba atomica su Nagasaki, si ispira alla storia della bambina giapponese Sadako Sasaki, a cui venne diagnosticata la leucemia nel 1955, dieci anni dopo lo sgancio della bomba atomica.
In Giappone si dice che chiunque ripieghi mille gru di carta vedrà il proprio desiderio realizzato. Sadako, conoscendo la gravità della sua malattia, iniziò a ripiegare gli origami delle gru. Purtroppo il suo desiderio non si realizzò, ma da quel momento migliaia di gru vengono realizzate dai bambini nel mondo con l’intento di contribuire a realizzare il desiderio della bambina. “Scriverò pace sulle tue ali e intorno al mondo volerai affinché i bambini non debbano più morire così.” La frase, attribuita a Sadako, è riportata su un monumento alla sua memoria.

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All’iniziativa, che sì e svolta lunedì 16 aprile 2018, coinvolgendo 22 alunni della classe III B della scuola primaria Filippo Mordani, hanno preso parte l’ideatore Massimo Bersani, l'assessora alla Pubblica Istruzione e Infanzia Ouidad Bakkali e le insegnanti responsabili coinvolte nel progetto. Hanno inoltre partecipato all'incontro con i loro ricordi il signor Paolo Melandri, classe 1927, partigiano ai tempi del secondo conflittomondiale e sua moglie Lidia Raffi, nata nel 1937, bambina ai tempi del conflitto che ricorda i bombardamenti e la necessità di sfollare a Porto Fuori.

 

Gli alunni hanno rivolto domande sulla storia di Sadako e hanno scritto pensieri e disegni rivolti ai loro coetanei giapponesi. Infine tutti i bambini hanno realizzato gli origami della gru, simbolo del progetto, che saranno unite a quelle create da altri bambini contribuendo così a mantenere in volo il desiderio della piccola nipponica.

Tutti gli origami prodotti nell’anno scolastico 2017-2018, simbolicamente realizzati da tutti i bambini della regione l’Emilia-Romagna, verranno inviati ai bambini delle scuole di Nagasaki e in particolare a quelli della scuola Shiroyama dove, durante lo scoppio atomico vennero annientati tutti i 1400 piccoli che alle 11,02 seguivano le lezioni. Il materiale prodotto verrà inviato tramite un ponte ideale realizzato fra i quotidiani Libertà e Nagasaki S.B, che seguiranno il percorso delle Gru della pace, con una consegna simbolica al sindaco della città di Nagasaki Tomihisha Taue, invitato dall’assessore regionale Paola Gazzolo a Marzabotto, luogo simbolico come Nagas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Descrizione breve del progetto

“Gru della Pace” è un progetto dedicato alla pace che punta sul coinvolgimento dei bambini delle scuole primarie dell’Emilia-Romagna. Nasce dal racconto della maestra Ayako Aikawa, a Nagasaki nei momenti successivi lo scoppio della bomba atomica sulla città. Prende spunto dalla storia di Sadako Sasaki - 佐々木禎子 - e dalle sue mille gru, seguite dagli esempi di tanti “hibakusha” giapponesi. Chiede ad ognuno dei bambini coinvolti, dopo un incontro di preparazione svolto in classe, di realizzare l’origami di una gru con il fine di arrivare, insieme, a costruirne i mille necessari per chiedere un “desiderio di pace” da inviare ai bambini di Nagasaki.

La storia di Sadako

Intorno al mondo volerai affinché i bambini non debbano più morire così”, ripeteva Sadako riferendosi alle sue gru di carta. Nel 1945, quando venne sganciata la bomba atomica, aveva solo due anni e abitava a circa un chilometro dal luogo dell’esplosione. Rimase miracolosamente illesa, ma nel febbraio del 1955 - all’età di dodici anni - si ammalò di leucemia a causa degli effetti delle radiazioni.Piena di voglia di vivere, nelle lunghe giornate in ospedale si dedicava a costruire piccoli origami a forma di ben auguranti gru. Usava le scatole delle medicine, insieme ad ogni frammento di carta che avesse a portata di mano. Ne aveva composte più di milletrecento quando, dopo otto mesi di malattia, cessò di vivere nella mattina del 25 ottobre 1955. Il suo sorriso rimase però nella memoria straziata di tutti gli abitanti della città, a partire dai suoi compagni di scuola.Da quel giorno migliaia e migliaia di gru di carta, di tutte le dimensioni e di tutti i colori, prendono continuamente forma dalle mani dei bambini e di tutti gli abitanti di Hiroshima, e vanno a costituire ghirlande, disegni, composizioni di ogni tipo che vengono utilizzate al posto dei fiori per onorare tutti i luoghi della memoria: una miriade di piccole gru che vengono spedite alla città di Hiroshima anche da tutto il mondo, e che nelle semplici ed accurate pieghe delle loro ali tengono ancora oggi in vita l’incredibile vivacità di Sadako e i suoi sogni colorati.

Il progetto dell’Emilia-Romagna

Agli origami a forma di gru in arrivo a Nagasaki da tutto il mondo, si sono uniti negli anni scorsi quelli dei bambini piacentini, grazie ad un progetto di un “testimonial della pace” come il fotografo Massimo Bersani e alla collaborazione del quotidiano locale Libertà. Vista la rilevanza dell’iniziativa per diffondere e far crescere sempre più la “cultura di pace” a partire dalle giovani generazioni, la Regione ha deciso di farla propria e di inserirla nelle proposte del Piano di informazione ed educazione alla sostenibilità. Insieme a quelle piacentine, arriveranno in Giappone le gru costruite dai bambini dell’intero territorio regionale con i loro messaggi di pace.
La Regione Emilia-Romagna, per la sua storia e la sua tradizione culturale, è infatti una terra dove la cultura della pace è profondamente radicata. Il valore della solidarietà tra i popoli ne rappresenta un tratto distintivo, forgiato anche dai fatti gravi che durante la seconda guerra mondiale hanno visto protagonista la nostra comunità. Attraverso la rete di 36 Centri di educazione alla sostenibilità ambientale (Ceas), sono organizzate sull’intero territorio attività educative per far crescere nella popolazione conoscenze, comportamenti e capacità di azione su aspetti globali e locali della sostenibilità. Gli ambiti spaziano dalla cittadinanza attiva, pace, democrazia, diritti umani, sviluppo equo e solidale, alla tutela della salute, pari opportunità, protezione dell’ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali.In particolare, i Ceas mettono a disposizione di scuole e comunità locali un'offerta formativa di qualità; curano progetti che coinvolgono giovani e adulti in attività di informazione, partecipazione e comunicazione per promuovere la sostenibilità e stili di vita responsabili.Tra questi, a partire dal 2018 rientrerà anche il progetto “Gru della Pace”.

Il Giappone e la Gru

In origami, la forma base della gru - tsuru - viene usata come partenza per la realizzazione di molte creazioni. Appese sul soffitto come distrazione per i bambini, le gru rappresentano vere e proprie offerte ai templi ed altari. Realizzata per augurare ogni bene agli ammalati ed a chi deve affrontare una dura prova, la gru la si può piegare per se stessi, per gli altri o per offrirla agli dei, nella speranza di veder esaudite le proprie preghiere. In questo caso, occorre piegarne mille e legarle insieme, per poi portarle al tempio della divinità cui si è chiesto aiuto. Narra un’antica leggenda giapponese che la gru possa vivere 1000 anni: regalare una gru significa quindi augurare 1000 anni di vita. Un’offerta di mille gru rafforza ulteriormente il concetto. Piegare le mille gru è segno di un sincero interesse per il destinatario, perchè occorre bravura, tempo e dedizione per piegarle tutte. Regalare mille gru ancora oggi significa: “Ho pensato a te per tutto questo tempo, sei importante”.Proprio alla tradizione della piegatura delle mille gru è legato il commuovente episodio risalente alla seconda guerra mondiale che ha come protagonista Sadako Sasaki.

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> Foto dal sito della Gru della pace