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Il percorso di crescita del sistema nazionale per l'informazione e l'educazione ambientale

  • Nel 1986 viene istituito il Ministero dell'Ambiente con Legge 349/86 che ne definisce il ruolo, le competenze e gli ambiti di collaborazione con gli altri Miniseri. L'anno successivo il D.P.R. 306/87 ne regola l'organizzazione attribuendo al servizio VIA (Valutazione dell'Impatto Ambientale) le competenze in campo di informazione ai cittadini.
  • Con la legge 305/89 vengono stanziati i fondi per il Programma Triennale per la Tutela Ambientale (PTTA) 89/91: il primo dei Piani triennali del Ministero dell'Ambiente a intervenire in modo coerente e finalizzato per la realizzazione di un sistema nazionale per l'educazione e l'informazione ambientale. I fondi del PTTA 89/91 promuovono, fra l'altro, le collaborazioni con gli istituti CNR: l'Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) di Genova e l'Istituto di Psicologia di Roma, nonché quella con il CEDE. Sempre nell'ambito del PTTA 89/91e vengono identificati alcuni laboratori territoriali che formeranno il primo nucleo del Sistema.
  • Nel febbraio del '91 viene firmato da Ministero della Pubblica Istruzione e Ministero dell'Ambiente un Accordo Quadro per l'attuazione del Programma triennale 89/91 per la tutela ambientale.
  • Nella Gazzetta Ufficiale N 83 del 8/04/95, serie generale, viene pubblicato il Programma di intervento per l'informazione e l'educazione ambientale, relativo al triennio 1994-96. Il programma di intervento definisce fra le linee di attività: - la promozione di centri di educazione ambientali regionali - la promozione di campagne di informazione regionali sul tema dei rifiuti Grazie a questo programma inoltre si potrà far crescere i progetti Labnet e ANDREA, verrà adottato dal Ministero dell'Ambiente il progetto dedicato alla scuola dell'obbligo 'Noi e il nostro mondo' dell'Istituto di Psicologia del CNR di Roma, inizierà la collaborazione con il CNUCE-CNR di Pisa e verrà avviata la banca dati ANFORA, gestita dall'ISFOL, sulla formazione in campo ambientale. Questo programma ha consentito la disseminazione dei Laboratori Territoriali in tutte le Regioni che avevano avanzato progetti e richieste di finanziamenti. Con i citati Programmi triennali di tutela e salvaguardia ambientale 1989/91 e 1994/96 viene quindi promosso, attraverso il programma INFEA, lo sviluppo di un sistema nazionale di Educazione Ambientale, concepito come un sistema di sistemi, strettamente correlati tra loro, operanti sul territorio nazionale a livelli diversi (nazionale, regionale e locale) e con diverse responsabilità. L'impegno del Ministero dell'Ambiente nel settore dell'Educazione Ambientale è andato verso la costruzione di un quadro di riferimento comune e verso la creazione di strutture dedicate all'interazione fra i diversi soggetti a vario titolo coinvolti nei processi di conoscenza, valorizzazione, conservazione, difesa dell'ambiente.
  • Nel 1996 viene inoltre rinnovato l'Accordo di Programma fra Ministero dell'Ambiente e Ministero della Pubblica Istruzione e nell'ottobre 97 durante il Convegno A scuola d'Ambiente indetto dai due Ministeri viene presentata la Carta dei Principi per l'educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole.
  • La legge 344 del 1997 conferma l'azione di sostegno da parte del Ministero rispetto ai progetti che costituivano il programma INFEA e nella 426 del 98, articolo 3 comma 5, il legislatore fa esplicito riferimento al Sistema Nazionale per l'informazione e l'educazione ambientale e alle strutture che ne fanno parte.
  • Per riequilibrare la ripartizione sul territorio nazionale dei Centri di Educazione Ambientale il Ministero dell'Ambiente propone l'impiego del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e nel giugno 98 viene emanato con la circolare 335/98 il Programma Operativo Multiregionale Ambiente (POMA) con le modalità da seguire per la richiesta di finanziamento. Moltissimi sono i progetti presentati e la qualità delle proposte consente di motivare l'ampliamento dei fondi della misura e ad arrivare a 21 progetti ammessi al finanziamento.
  • Nel marzo 2000 il mensile del Ministero dell'Ambiente l'ambiente informa ha pubblicato un supplemento interamente dedicato al Sistema Nazionale INFEA. Il supplemento, è scaricabile dal sito del Ministero.
  • Da 5 all'8 aprile del 2000 a Genova si è svolta la prima Conferenza Nazionale dell'educazione ambientale promossa dal Comitato Tecnico Interministeriale per l'attuazione dell'Accordo di Programma fra Ministero dell'Ambiente e Ministero della Pubblica Istruzione. La Conferenza, consentendo ampi spazi di incontro e confronto, ha presentato un articolato quadro della complessità e ricchezza del mondo dell'educazione ambientale.Le giornate di Genova hanno rappresentato dopo Fiuggi un momento di forte assunzione di responsabilità dell'educazione ambientale stessa, e di tutti coloro che seriamente la realizzano. Connotandola come educazione alla sostenibilità ne ha colto il suo essere indispensabile, nella sua trasversalità e innovatività, per la trasformazione culturale della nostra società, e quindi per tutte le politiche di settore coinvolte nei programmi di sviluppo.Il documento conclusivo della Conferenza proponeva azioni e suggerimenti molti rimasti ad oggi purtroppo senza seguito per intrecciare ricerca ed azione, finalizzate alla diffusione di buone pratiche.In particolare era suggerito l'allargamento del Comitato Interministeriale ai diversi soggetti che ormai hanno acquisito un ruolo determinante nello scenario di riferimento: le regioni, il sistema ANPA/ARPA/APPA, l'Associazionismo, altri Ministeri. Tutto questo nell'ottica di rete e dell'attivazione di positive sinergie.
  • Dal settembre del 2000, in attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 03/12/99 la competenza per formazione ed educazione ambientale è stata attribuita a un nuovo settore del Ministero dell'Ambiente, il Servizio per lo Sviluppo Sostenibile. Il trasferimento di ruoli e funzioni esprime il progetto di intrecciare in modo diffuso e coerente formazione ed educazione con tutte le politiche per la sostenibilità ambientale.
  • Il 23 novembre 2000 è stato ratificato in sede di Conferenza Stato Regioni, a Palazzo Chigi, il documento Linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata tra lo stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in materia IN.F.E.A. (INformazione - Formazione - Educazione Ambientale) : verso un sistema nazionale INFEA come integrazione dei sistemi a scala regionale. A questo accordo dovrebbe seguire l'istituzione del relativo tavolo tecnico permanente presso la Conferenza. Nel documento si dichiara che 'L'Educazione ambientale viene attualmente vissuta come un impegno ed un'opportunità che coinvolge tutti gli attori sociali, chiamati a diversi livelli e con competenze differenziate a definire obiettivi, strategie ed azioni per attività integrate di informazione, educazione formazione e in grado di riflettersi sulla qualità ambientale e della nostra società nel suo sviluppo'. Il processo di integrazione del sistema con la società non può considerarsi limitato al mondo della scuola in quanto si è andato estendendo ad altri potenziali interlocutori ed in particolare ad un utenza adulta.
  • Al documento di indirizzo sono seguiti diversi accordi (delibera Conferenza stato-Regioni, 17 gennaio 2002 e successive modifiche; delibera Conferenza Stato-Regioni, 24 luglio 2003) attuativi dei principi e delle linee di indirizzo indicate.In questo quadro di riferimento, e considerando le profonde modifiche del quadro normativo sia nel campo dell'assetto istituzionale, sia nei settori dell'istruzione, della formazione e del lavoro, è indispensabile costruire nuove strategie per la programmazione ed il governo del sistema educativo/formativo, per renderlo adeguato ed efficace ai nuovi compiti che l'economia della conoscenza impone, identificando le politiche relative all'educazione ambientale con la nuova accezione di educazione alla sostenibilità.

Il contesto regionale

  • Molte Regioni hanno avviato processi di costruzione di sistemi (reti) regionali di EA, basati su reti di relazione più o meno articolate con i soggetti che operano nel settore e su una rete di centri di servizi e risorse per l'educazione allo sviluppo sostenibile. Le Regioni si pongono, quindi, come soggetti in grado di programmare, realizzare, coordinare e monitorare i sistemi regionali, giocando un ruolo decisivo nella costruzione del sistema nazionale. Le Regioni attraverso la funzione di coordinamento possono accompagnare, con azioni di indirizzo ed orientamento, le numerose forze esistenti sul territorio, creando le condizioni e le opportunità affinché possano esprimersi e tradursi in proposte ed iniziative all'interno di un disegno complessivo sviluppato nel rispetto dei ruoli.
  • Legge Regionale n.15/96: L'Emilia Romagna ha coinvolto, fin da subito, i diversi soggetti del settore. Inizialmente tramite un confronto con loro per l'approvazione della Legge Regionale n.15/96 di Promozione, Organizzazione e sviluppo delle attività di Informazione ed Educazione Ambientale: una legge che si propone di istituire un sistema di regole, strumenti e risorse per una funzione organica di programmazione di un'attività permanente. Successivamente attraverso l'istituzione di una Commissione regionale di coordinamento, formata da esperti INFEA del mondo accademico e non, rappresentanti delle Agenzie scientifiche di riferimento del sistema (IRRSAE, ARPA, IBC,CDS), istituzioni scolastiche, e degli Enti Locali e tramite Workshop,aperti a tutti gli operatori del settore, che hanno preparato e discusso le Linee guida per il programma INFEA regionale.
  • Legge Regionale n.27/2009: L'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato il 22 dicembre 2009 il progetto di legge della Giunta per la 'Promozione, l'organizzazione e lo sviluppo delle attività d'informazione ed educazione alla sostenibilità'. Un nuovo e importante strumento culturale, organizzativo e operativo per fare crescere la cultura e la pratica della sostenibilità. Il provvedimento si propone di raccogliere una preziosa esperienza e di ricontestualizzarla, aggiornarla, integrarla e svilupparla in un più ampio quadro di obiettivi e funzioni.Il mutato contesto di riferimento delle problematiche dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, l'evoluzione (in sede internazionale, nazionale e regionale) delle strategie informative ed educative, infatti, hanno reso opportuno un adeguamento della Legge regionale n. 15/1996 (Promozione dell'Informazione ed educazione ambientale)."Non si tratta - ha affermato la relatrice - di una semplice variazione nominalistica, ma di un cambiamento che coinvolge strategie, attori, strutture, e la programmazione regionale di questo settore,
    Sono quattro in sintesi le finalità e gli obiettivi che il nuovo testo di legge persegue:
  1. assumere le nuove definizioni e l'evoluzione dell'educazione ambientale a educazione alla sostenibilità sancite da ONU e Unesco;
  2. definire una nuova organizzazione del sistema regionale dell'educazione alla sostenibilità, ampliando i soggetti che vi prendono parte e precisando l'apporto specifico di ciascuno
  3. indicare le nuove funzioni delle strutture educative sul territorio (i Centri di educazione alla sostenibilità) e il ruolo delle reti di scuole per la sostenibilità, prevedendo nuovi criteri per il riconoscimento e promuovendo la razionalizzazione della loro presenza sui territori
  4. promuovere ai diversi livelli il coordinamento di tutte le educazioni (all'ambiente, alla salute, alla corretta alimentazione, alla sicurezza stradale e mobilità sostenibile, alla partecipazione, etc.), in coerenza con i principi del Decennio per l'educazione alla sostenibilità.'